Friends: The Reunion – Ti ricordi quando eravamo giovani, belli e felici?

E quindi nessuno ti aveva detto che la vita sarebbe andata così

Il tuo lavoro fa ridere, sei al verde

La tua vita sentimentale è senza speranze

È come se fossi sempre bloccato in seconda marcia

Quando non è stata la tua giornata, la tua settimana, il tuo mese e neanche il tuo anno, ma…

Io ci sarò per te

Così cantavano i misconosciuti The Rembrandts nell’iconica “I’ll Be There For You”, sigla di Friends dalla prima all’ultima puntata, e per quanto sia ironico, guardando Friends: The Reunion, lo speciale diffuso il 27 maggio 2021 su HBO Max (e in Italia su Sky e NowTV), verrebbe davvero voglia di rivolgersi così ai membri del cast e magari dargli un abbraccio di consolazione.

È ironico perché Jennifer Aniston, Courteney Cox, Lisa Kudrow, Matt LeBlanc, Matthew Perry e David Schwimmer sono tra gli esseri umani più famosi sul pianeta Terra, perché i loro guadagni dal 1994 al 2004 gli garantiscono probabilmente di non essere “al verde”, e perché per dieci anni sono stati i protagonisti di una delle sitcom più viste e amate di sempre.

Però a vederli oggi, per la prima volta pubblicamente riuniti diciassette anni dopo l’ultimo episodio di Friends, ci si sente un po’ immalinconiti nel pensarli (salvo rari casi, anzi un caso) come a delle meteore ormai non più sulla cresta dell’onda, che non nascondono particolarmente bene un certo dispiacere per essere ancora oggi identificati con quello che hanno fatto vent’anni fa. Ma tant’è: spiace per i ragazzi, ma il pubblico (noi) li vuole (li vogliamo) ancora così, e con lo special di HBO veniamo accontentati.

Eccoli quindi mentre, dopo un’introduzione con le ultime immagini dell’ultima puntata, li vediamo inquadrati mentre uno a uno entrano negli studios della Warner Brothers e rimettono piede nell’iconico set dell’appartamento, di cui per una volta vediamo il controcampo fatto di macchine da presa e spalti per il pubblico.

Non è carino da dire, ma il tempo non è stato particolarmente clemente con alcuni di loro: Joey, volevo dire Matt LeBlanc, ha preso una decina di taglie, e non ce lo si vede più di tanto a rimorchiare ogni essere di sesso femminile con un singolo “How you doin’?”; Chandler/Matthew Perry, imbolsito, mogio e con una nuova dentatura non particolarmente riuscita, sembra portarsi addosso tutti gli anni di dipendenze ormai noti alle cronache; Jennifer Aniston e Courteney Cox, per quanto ancora gioviali, sembrano uscite da una pubblicità progresso contro l’uso del botulino. Ross e Phoebe sono invece probabilmente quelli che, sia fisicamente che a livello di apparente serenità, sembrano essersi mantenuti meglio, per quanto nessuno di loro, come d’altronde gli altri eccetto la Aniston, possa dirsi una star al giorno d’oggi.

Lo show non è, come detto diverse volte da HBO per mettere le mani avanti, una nuova puntata di Friends “vent’anni dopo”, bensì uno speciale televisivo di montaggio, in cui si alternano un’intervista collettiva con un abbastanza insopportabile James Corden a menare le danze, la riproposizione di scene storiche della serie di fronte a un pubblico in studio, e alcuni interventi di attori che hanno amato la serie o che magari vi hanno perfino fatto un cameo.

Vediamo poi le vere “menti” che ci hanno dato Friends, ovvero gli autori Kevin S. Bright, Marta Kauffman e David Crane, bravi nel rievocare dal loro punto di vista privilegiato aneddoti gustosi (Chandler rischiò di recitare in una sitcom di fantascienza nella parte di un facchino del futuro), svelare linee narrative non pianificate e rivendicare la loro scelta di non concentrarsi su un personaggio centrale, ma di fare degli “amici” in toto il fulcro della serie (anzi: del “telefilm”).

La cosa peggiore? Le testimonianze strappalacrime dei fan di tutto il mondo, tra malattie terminali, uomini gay che volevano essere Jennifer Aniston, la premio Nobel Malala, gente senza amici nella vita reale ed esagerazioni assortite su come la sitcom in questione abbia “salvato delle vite”.

La parte migliore? I ritorni a sorpresa dei caratteristi più amati, per la maggior parte tutti mantenutisi benissimo, di cui non è bene svelare i nomi perché rivederli senza aspettarsi che ci siano anche loro scalda il cuore.

E poi, ovviamente, la rievocazione delle scene più iconiche e commoventi, fondamentalmente quasi tutte quelle relative all’infinito tira e molla amoroso di Rach&Ross, sul quale arriva anche una rivelazione piuttosto sorprendente relativa all’alchimia tra gli attori che li hanno interpretati.

Il problema è che – e dirlo è come far presente che Babbo Natale non esiste – quelli che vediamo sullo schermo sono sei bravi attori cinquantenni, con le loro storie personali e i loro caratteri, mentre noi per dieci anni siamo stati abituati a vederli semplicemente come Rachel, Ross, Monica, Chandler, Joey e Phoebe, con i loro tic e le loro battute pronte, che però malauguratamente non sono mai esistite nella vita reale.

Senza contare, poi, che l’intero universo-Friends è ancora oggi così amato perché rappresenta appieno la cosiddetta comfort tv: quel bel concentrato di positività e buoni sentimenti, unito alla nostalgia degli anni Novanta ricchi e felici e all’inverosimile sogno di un Central Perk sempre pronto ad accoglierci con i nostri migliori amici in attesa all’interno a qualsiasi ora. Insomma, qualcosa di immaginario già nel 1994.

E per quanto Jennifer Aniston ci tenga maliziosamente a non portare il reggiseno proprio come il suo personaggio, è ovvio e normale che siamo davanti a persone reali, e a volte il clima è un po’ quello di una rimpatriata di classe in cui c’è chi ha avuto successo ed è felice, chi ha avuto successo e sembra felice, chi non ha avuto successo ma è felice e chi non ha avuto successo ed è infelice.

D’altronde lo diceva anche Tony Soprano, apparentemente molto severo con la nostalgia: “Il ‘Ti ricordi quando…’ è la più bassa forma di conversazione”. E allora che fare con un’ora e tre quarti di special che è solo e soltanto “Ti ricordi quando…”? Be’, probabilmente goderselo senza pensarci più di tanto.

Sì, questi sono “solo” attori; sì, il livello di esaltazione da nerd di certe scene è francamente esagerato; sì, mancano mille riferimenti a mille momenti memorabili; sì, non c’era veramente bisogno di ascoltare “Gatto rognoso” cantata da un coro gospel… ma se quest’ora e tre quarti è tutto quello che ci è stato offerto dall’universo di Friends negli ultimi diciassette anni, e se ci garantisce anche una risata e un pianterello, be’, chi siamo noi per resistere?

Per rituffarsi nel sogno, e immaginare che i sei amici siano ancora lì, giovani e sorridenti ad aspettarci sul divano del Central Perk, ci sono sempre le repliche dei vecchi episodi.


Dove vedere Friends: The Reunion: in Italia, dal 27 maggio su Sky Atlantic e NowTV

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